ATTIVITÀ

PROPOSTE DI LEGGE PRESENTATE

“Definizione delle tipologie dei servizi forniti dalle imprese turistiche nell’ambito dell’armonizzazione della classificazione alberghiera”

La legge regionale 7 dicembre 2009/ n. 50, ha definito le tipologie dei servizi forniti dalle imprese turistiche nell’ambito dell’armonizzazione della classificazione alberghiera fissando i requisiti minimi per la classificazione delle strutture ricettive. Con la norma proposte si introduce una deroga ai parametri di ricettività previste per le camere delle strutture alberghiere al fine di consentire una temporanea aggiunta di un letto per minori di anni 15 o di accompagnatori di persone bisognose di assistenza facilitando la presenza in albergo di queste categorie di persone, esigenza che è necessaria soddisfare, come hanno già fatto gran parte delle Regioni, soprattutto nel contesto della pandemia in atto. Da un lato disciplinare, con urgenza imposta proprio dall’emergenza sanitaria, aspetti legati ad un corretto e sanitariamente sostenibile esercizio dell’attività alberghiera in presenza di ospiti tra loro legati da relazioni familiari o da inderogabili vincoli di assistenza. Dall’altro, in vista della ripresa delle attività economiche e produttive, per agevolare la ripartenza di un settore tra i più colpiti dalle misure di blocco e rispondere altresì in maniera adeguata alla crescente domanda di ospitalità che, già nella prima fase di apertura delle prenotazioni, ha fatto segnare risultati incoraggianti e più che buoni.

“Misure urgenti in tema di concessioni per attività di acquacoltura”

Proposta di legge indirizzata al sostegno del settore dell’acquacoltura, tra i più colpiti a seguito della crisi economica scaturita dall’arrivo della pandemia. Ciò soprattutto in virtù del fatto che la Calabria è una delle regioni italiane che più si presta allo sviluppo del comparto con quasi 800 chilometri di costa. A differenza delle altre tipologie di acquacoltura, però, quella della maricoltura necessita di ampi specchi acquei che vengono affidati in regime concessorio dalle amministrazioni locali. Proprio alla luce di tale contesto, il principale aspetto da considerare nel supporto da garantire al settore, è inerente la disparità dei canoni per quegli operatori costituiti in forma giuridica diversa dalla cooperativa.  Ecco che, secondo quanto premesso, è fondamentale intervenire in tema di concessioni per attività di acquacoltura, limitate alle annualità 2021 e 2022, volte a superare la disparità di trattamento, tra gli operatori del settore che, ad oggi, sono tenuti a corrispondere entità diverse di canoni concessori per l’utilizzazione del demanio marittimo esclusivamente a seconda che sia stata adottata la forma di cooperativa o di altra forma di impresa, a fronte della medesima attività svolta, costituita da pesca ed acquacoltura.

“Modifiche alla legge regionale 19 novembre 2020, n.22 (Disciplina delle Associazioni Pro Loco)”

L’intervento normativo necessario per uniformare la legge regionale alla normativa nazionale in materia, in particolare al decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 (Codice del Terzo settore), al fine di scongiurare un’impugnativa governativa.

” Modifiche ed integrazioni alla l.r. 36/2008, alla l.r. 47/2011 e 47/2018 “

Proposta che tutela il diritto alla casa, attraverso la riqualificazione e la tutela del diritto all’acquisto. Era stato avviato un programma pilota, avente come obiettivo la locazione permanente, che ha subito rallentamenti e ritardi attuativi a causa della crisi. La legge, perciò, intende consentire ai soggetti attuatori di ultimare i lavori il 31-12-2023 e bloccare le revoche.

 ” Norme in materia di rappresentanza e doppia preferenza di genere. Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 7 febbraio 2005, n. 1 (Norme per l’elezione del Presidente della Giunta regionale e del Consiglio regionale) “

La genesi di questa legge ha avuto un iter tormentato che ebbe inizio nel 2014 quando nel corso del dibattito sulla riforma elettorale non venne votato un mio emendamento frutto, tra l’altro, di un’iniziativa di natura popolare sottoscritta da oltre settemila nostri corregionali.

Finalmente un adeguamento della nostra regione ai dettami normativi in materia per rendere tangibile il concetto di partecipazione femminile alla sfera istituzionale della Calabria e che consentirà un migliore accesso alle cariche elettive delle donne, nell’ottica di una rappresentazione democratica completa e per rendere concreto il concetto di pari opportunità, spesso sbandierato e molto più spesso disatteso.

L’obiettivo è dare vita ad un cambiamento che ha suscitato vivo interesse in larghi segmenti della nostra collettività, e a tutti i livelli del nostro assetto sociale, quale tematica che appartiene ad un moto di pubblica opinione variegato e rientrante in eterogenee categorie.

” Proroga del termine di adeguamento. Modifica delle disposizioni transitorie sui requisiti strutturali e organizzativi delle strutture socio-educative per la prima infanzia, di cui all’articolo 23 della l.r. 15/2013 “

L’emergenza legata all’avvento del coronavirus ha comportato gravi disagi in numerosi settori socio economici della nostra regione ed in tutta Italia. A confrontarsi con ostacoli e difficoltà anche le strutture socio educative per la prima infanzia, le quali, come è noto, forniscono un supporto essenziale alle famiglie, ai minori e contribuiscono in maniera importante ad una gestione ben appropriata della quotidianità intra ed extra familiare. La legge, come sappiamo, definisce sia i requisiti organizzativi e strutturali cui devono rifarsi tali strutture, sia i termini entro i quali le stesse devono adeguarsi per non vedere revocata l’autorizzazione inerente il loro funzionamento e accreditamento. Attraverso questa proposta di legge ed alla luce delle esigenze palesate con il diffondersi del Covid, si è voluta garantire la prosecuzione di tali attività che risultano strategiche per i bambini in età evolutiva. 
La pandemia e il conseguente lockdown hanno purtroppo causato un blocco nell’iter dei lavori di adeguamento e sarebbe quindi significativo differire dal 30 giugno, così come originariamente previsto, al 31 dicembre di quest’anno il termine stabilito.

IN PRECEDENTE ESPERIENZA AMMINISTRATIVA

“Norme per la promozione della cittadinanza di genere e politiche di conciliazione vita – lavoro”

Una proposta nata ‘vivendo’ e contemplando le difficoltà insite nell’organizzazione, per la donna, di una vita divisa tra impegni occupazionali e familiari. Gli ultimi decenni della storia del nostro Paese sono stati contraddistinti da una presenza sempre più cospicua della donna nel mercato del lavoro, sia per esigenze economiche che per ragioni di emancipazione personale. Tutto questo ha comportato inevitabilmente una diversa organizzazione delle mansioni domestiche, integrando queste ultime con le necessità legate al corretto svolgimento, appunto, di quelle che scandiscono i luoghi di lavoro. Troppo spesso, infatti, all’aumento dei figli fa da eco una minore occupazione femminile, al contrario di quanto avviene in Europa. Nella legge anche un ‘Forum della cittadinanza di genere’ (una giornata all’anno dedicata alle tematiche delle pari opportunità), un ‘Piano regionale per la cittadinanza di genere’ e di una ‘Banca dati dei saperi delle donne’ (nella quale sono inseriti i curriculum delle donne con comprovate esperienze di carattere scientifico, culturale, artistico, professionale, economico e politico che lavorano o risiedono nella Regione Calabria)”.

Un approccio sistemico alla tematica che valorizza le differenze tra uomo e donna, con incisività sull’assetto sociale

“Norme per contrastare la violenza di genere”

Contrastare un fenomeno, quale quello della violenza di genere, che ha assunto negli ultimi tempi un’escalation preoccupante.

Il progetto di legge mira ad intervenire, soprattutto, in una fase precedente la compiuta violenza.

Istituisce la Rete regionale antiviolenza, ovvero una rete di relazione tra i comuni, le province, le aziende ospedaliere, le aziende sanitarie, l’ufficio scolastico regionale e gli uffici scolastici provinciali, le forze dell’ordine, gli uffici territoriali del Governo – Prefetture, la magistratura, i centri antiviolenza, presenti sul territorio, le associazioni e le organizzazioni che hanno tra i propri fini istituzionali la lotta alla violenza di genere, con lo scopo di fornire procedure di intervento omogenee sul territorio regionale e attivare l’immediato intervento nei casi di violenza.

Prevede una serie di interventi volti a prevenire la violenza di genere, diffondere la cultura della legalità ed educare al rispetto dei diritti della persona, nonché iniziative di sensibilizzazione volte a diffondere la cultura del rispetto del genere e tutelare l’immagine della donna; progetti personalizzati che offrono alla vittima e ai suoi familiari un percorso di uscita dalla violenza, compreso il reinserimento sociale, lavorativo e abitativo; famiglie di prima accoglienza appositamente formate, che, su base volontaria, si offrono di accogliere donne in difficoltà, al fine di garantire loro il ritorno ad un ambiente familiare sereno, in vista di un reinserimento sociale.; prevedeva già nel 2013, il Codice rosa e istituiva il Fondo regionale per il contrasto alla violenza di genere.